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Pratiche citate

IMU

Scadenza IMU 2022, tutte le date

La scadenza dell’IMU, tutte le date importanti se devi pagare la tassa sugli immobili e le controversie in caso di ritardo nei pagamenti.

L’IMU, o Imposta Municipale Unica, è una tassa che un soggetto proprietario di un immobile deve pagare sul possesso di quello stesso immobile. Il costo del tributo, tuttavia, non è uguale su tutto il territorio italiano: in base al comune in cui si trova l’immobile infatti possono esserci differenze di svariate centinaia di euro.

Fino al 2013 l’IMU doveva essere versato anche sul possesso dell’abitazione principale: adesso non è più previsto sulla prima casa, ma solamente sulle abitazioni secondarie, ad eccezione di casi particolari per esempio se la prima abitazione è considerata di lusso.

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Qual è la differenza tra la dichiarazione ai fini IMU e calcolo IMU?

La dichiarazione ai fini IMU è una dichiarazione ufficiale che il contribuente presenta al Comune entro una specifica scadenza, nel caso in cui siano intervenute delle variazioni significative rispetto alla situazione di calcolo normale, o variazioni che non sono conoscibili dal Comune. Ad esempio, se il contribuente affitta il proprio immobile a canone concordato, il Comune può riconoscere al contribuente una riduzione del 25% dell’imposta IMU. In sostanza il contribuente fa la dichiarazione ai fini IMU per vedersi riconosciuto quel diritto, altrimenti il Comune potrebbe non abbinare il calcolo e quindi non effettuare il versamento dell’imposta ridotta. Il calcolo IMU invece è il calcolo in acconto e in saldo ogni anno, in base alle delibere Comunali e quindi all’aliquota stabilita dal Comune in cui si trova l’immobile.

Quindi, mentre la dichiarazione IMU è fatta solo in specifiche situazioni, il calcolo IMU è quello che si fa ogni anno. In assenza di variazioni la dichiarazione presentata la prima volta è valida anche per gli anni successivi.

Chi deve pagare l’IMU?

Sono soggetti al pagamento dell’IMU entro la scadenza:

  • Tutti coloro che possiedono immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, destinati a qualsiasi uso, come proprietario oppure come titolari dei diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;
  • Il genitore affidatario dei figli, per la casa familiare assegnata a seguito di provvedimento del giudice, se si tratta di abitazione di categoria A1, A8 e A9 (case signorili, ville e castelli);
  • Il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare, per la quota che era di proprietà del coniuge deceduto, se si tratta di abitazione di categoria A1, A8 e A9;
  • L’amministratore del condominio, per conto di tutti i condomini, per le parti comuni dell’edificio che sono accatastate in via autonoma come bene comune censibile, ovvero un bene immobile con autonoma capacità reddituale che fornisce servizi comuni o è fruibile da più unità immobiliari, per esempio l’alloggio del portiere;
  • I concessionari in caso di concessione di aree demaniali;
  • I locatari in caso di locazione finanziaria, a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto, anche per gli immobili da costruire o in corso di costruzione;
  • I fabbricati rurali ad uso strumentale.

Quanto si deve pagare di IMU?

Per quanto riguarda il calcolo IMU 2022, si dovrà partire sempre dalla rendita catastale, ovvero quel valore fiscale che viene utilizzato per determinare il valore catastale di un immobile. Per sapere come trovare la visura catastale leggi il nostro articolo su Come trovare la visura catastale per l’isee.

Una volta ottenuta la rendita catastale, va rivalutata del 5% e poi moltiplicata per il coefficiente di ogni immobile. Infine va applicata, al risultato ottenuto, l’aliquota deliberata da ogni Comune.

I coefficienti IMU, ovvero il valore da applicare alla rendita catastale rivalutata del 5%, sono i seguenti:

  • Per i fabbricati nelle categorie catastali A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7 (abitazioni e pertinenze): 160.
  • Per i fabbricati nelle categorie B, C/3, C/4 e C/5 (uffici pubblici, magazzini, laboratori): 140.
  • Per i fabbricati nelle categorie A/10 a D/5 (uffici e banche): 80.
  • Per i fabbricati con funzioni produttive connesse all’agricoltura: 65.
  • Per i fabbricati C/1 (negozi): 55.

Ogni anno viene stabilita dal Comune un’aliquota base che per il 2022 è pari a 0,86% per i fabbricati diversi dall’abitazione principale, per i fabbricati del gruppo catastale D, ovvero gli immobili speciali destinati ad attività produttive o terziarie come fabbriche, teatri, cinema, banche o ospedali, per i fabbricati merce e infine per i fabbricati rurali strumentali.

Tale aliquota base può essere modificata dai Comuni con apposita delibera del Consiglio comunale. Nello specifico, i Comuni possono ridurre l’aliquota fino a zero o aumentarla fino all’1,06%.

Quali sono i documenti necessari per il calcolo dell’IMU?

I documenti necessari ai fini IMU sono:

  • La carta d’identità e il codice fiscale del contribuente;
  • Visure catastali;
  • Copia del contratto di locazione a “Canone Concordato”, qualora si volesse richiedere una riduzione dell’importo del tributo IMU.

Altri dati essenziali sono:

  • Indirizzo di residenza;
  • Recapito telefonico.

Scadenza IMU 2022?

Le scadenze delle due rate IMU 2022 sono:

  • Il 16 giugno (versamento dell’acconto);
  • Il 16 dicembre (versamento del saldo).

Nel caso in cui i suddetti termini coincidessero con un giorno festivo o pre festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile. Se la scelta ricade sulla rata unica, l’IMU andava versata entro il 16 giugno. L’emergenza coronavirus non ha cambiato la scadenza per l’IMU 2022 quindi il saldo, o seconda rata IMU 2022, è previsto per il 16 dicembre 2022. l’IMU dunque è dovuta in due rate: il 16 giugno di ogni anno si paga l’acconto dell’imposta, mentre a dicembre è dovuto il saldo comprensivo di eventuale conguaglio, calcolato sulla base delle nuove aliquote determinate dal proprio Comune entro il 28 ottobre.

Cosa succede se non si versa nei tempi previsti l’IMU?

Chi non versa l’IMU dovuta nei tempi previsti, o ne versi solo una parte magari per errore, può regolarizzare il versamento con lo strumento del ravvedimento operoso, una procedura di versamento spontaneo, oppure a rate, facendone richiesta al Comune dopo l’avviso di accertamento.

Per mettersi in regola ovviamente bisognerà pagare l’imposta dovuta per il tributo, gli interessi e le sanzioni. L’eventuale sanzione applicata è quella ordinaria del 30%, ridotta al 15% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore ai 90 giorni, o ridotta all’1%, per ciascun giorno di ritardo, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore ai 15 giorni. Chi pagherà con un ritardo di 7 giorni quindi dovrà pagare una sanzione ridotta del 7%.

Come si paga l’IMU 2022?

L’IMU viene pagata tramite il Modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari e gli uffici postali, in due rate pari al 50% dell’imposta annua, oppure in una rata unica pari al 100%. Il pagamento può avvenire anche online o tramite bollettino postale. Nel modello F24 bisogna compilare la “sezione IMU e altri tributi locali” e gli importi da versare si indicano nella colonna “importi a debito versati”.

Conclusioni

Questo articolo conteneva tutte le informazioni essenziali riguardanti l’IMU 2022 e le relative scadenze.

Se avessi ancora dubbi o avessi bisogno dell’ausilio di consulenti specializzati nel calcolo dell’IMU, abbiamo preparato a tal proposito un servizio semplice, intuitivo, alla portata di tutti e completamente online!

Basterà inserire i tuoi dati anagrafici e caricare i documenti richiesti, a calcolare l’importo IMU da versare ci penseremo noi!

16 Novembre 2022
Sara

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